Architombolata per il nuovo anno

La ditta Arrichiello Ciro, coaudiuvata dall’arch. Grazia Torre, presidente di Napolicreativa, il 4 gennaio 2018 alle 18.30, ha organizzato presso il suo show room di Napoli in Via Piedigrotta 32, una rappresentazione della scostumatissima TOMBOLA VAJASSA, con in palio simpaticissimi premi. La serata sarà poi l’occasione per presentare anche il nuovo progetto dell’“Architombola”: una particolare tombola dedicata agli Architetti, dove la simbologia dei 90 numeri sarà reinterpretata, con spirito ed ironia, a rappresentare personaggi, opere o caratteristiche di questa professione. Per questo progetto saranno invitati a collaborare tutti i presenti alla serata e tutti coloro che avranno contribuito alla composizione dei 90 numeri saranno poi riportati tra gli autori. L’ Architombola, sarà infatti realizzata per il prossimo Natale e gli intervenuti a questa serata di presentazione ne riceveranno una in omaggio.

Ma volete sapere com’è nato il gioco della tombola? Pare che le sue origini risalgano al 1734, in seguito a uno “storico” litigio tra il re di Napoli, Carlo III di Borbone e il frate domenicano Gregorio Maria Rocco. A quell’epoca nel Regno delle due Sicilie, e soprattutto a Napoli, il lotto era un gioco d’azzardo particolarmente diffuso ed il re voleva renderlo legale per poter incassare i soldi delle scommesse. Il frate, invece, si opponeva dicendo che la legalizzazione del gioco sarebbe stata una rovina per il popolo. Alla fine della disputa il re ebbe la meglio, tuttavia concordò con il frate che il gioco sarebbe stato sospeso durante le festività natalizie. Ma i napoletani (e gli altri abitanti delle città del regno) che non erano disposti a rinunciare a quel divertimento, continuarono a giocare al lotto in famiglia! I novanta numeri del lotto furono così messi dentro “panarielli” di vimini e vennero inventate le cartelle con i numeri disegnati per tenere conto delle estrazioni successive. In più, a ognuno dei novanta numeri della tombola fu attribuito un significato, spesso diverso da città a città, e a Napoli addirittura da quartiere a quartiere. E’ così che nacque la famosa “Smorfia” napoletana e il gioco fu chiamato tombola, nome che secondo alcuni verrebbe da tombolare (roteare i numeri nel paniere), e secondo altri dalla parola tumulo, che indica la forma a piramide del paniere.

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