A Napoli l’artigianato artistico riparte dal design.

Una retrospettiva su Roberto Mango, uno dei padri del design napoletano, diventa l’ occasione per parlare anche della rinascita dell’ artigianato napoletano di qualità.

DI GRAZIA TORRE

Ieri a Napoli, presso il DiARC Dipartimento di Architettura Palazzo Gravina in Via Monteoliveto, si è tenuta una tavola rotonda a completamento della mostra “Roberto Mango designer 1950_1968. Nel tempo delle grandi innovazionia cura di Ermanno Guida.
Roberto Mango, designer napoletano tra i più importanti del panorama italiano dagli anni ‘ 50 al ’68, è stato tra i più internazionali dei designer partenopei con un’intensa e proficua esperienza di lavoro negli Stati Uniti.

La tavola rotonda, assieme alla mostra, è stata un’ occasione per ribadire il valore internazionale dei suoi progetti a cavallo tra gli Stati Uniti e Napoli, anche se con una produzione a carattere prevalentemente artigianale.

Sono intervenuti: Mario Losasso, Direttore del DIARC, Dipartimento di Architettura della “Federico II di Napoli, con Alessandro Castagnaro, Giovanni Menna, Alfonso Morone, Massimo Perriccioli, tutti docenti DIARC, Anty Pansera, storico del design e Nicola Spinosa, storico dell’arte.

Alla fine del dibattito, dove ogni partecipante ha ricordato Roberto Mango attraverso esperienze lavorative comuni, sono state presentate le riproduzioni in ceramica di due suoi progetti originali, fatti realizzare da Walter Luca De Bartolomeis, preside dell’ I.I.S. Giovanni Caselli di Napoli.
L’ Istituto Caselli, riconosciuto come scuola ad indirizzo ” raro”, è specializzato nello studio dell’antica ceramica di Capodimonte, un’eccellenza napoletana risalente ai Borboni e famosa in tutto il mondo, che la nuova direzione della scuola intende innovare aggiungendo progetti di design contemporaneo dal prestigio altrettanto internazionale.

Da qui la collaborazione con il prof. Ermanno Guida, allargata poi a tutto il Corso di Laurea Magistrale Design For The Built Environment, istituito dal DiARC nell’ambito della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base della Federico II. Giustissima collaborazione in quanto questo corso è stato pensato per offrire nuove opportunità di sviluppo alle peculiarità produttive del Mezzogiorno, che richiedono di essere proiettate anche su mercati internazionali, con un rinnovato rapporto tra la conoscenza e il fare, l’artigianato evoluto e l’industria sostenibile. Esso mira a formare designer in quei settori emergenti dove la tradizione culturale sposa l’innovazione stimolando la capacità di generare start up e imprenditorialità.

E il piatto regalato dal Caselli a Mario Losasso, direttore anche del corso, è il sugello di questa sicuramente proficua collaborazione di cui attendiamo tutti gli sviluppi.

Questo link è quello della pagina fb dove potrete trovare tutte le foto della mostra: Corso di Laurea Magistrale Design For The Built Environment

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