Superficie

L’ ultimo libro di Diego de Silva.

di GRAZIA TORRE

A distanza di meno di un anno Diego de Silva ha presentato ieri, alla Feltrinelli di P.zza dei Martiri a Napoli, il suo nuovo libro “Superficie“. Questa volta non si tratta di un romanzo, ma di una raccolta di frasi fulminee che accostate tra di loro producono cortocircuiti spiazzanti e molto divertenti che escono fuori dal filone tracciato con il suo ormai celebre avvocato Malinconico. Questo libro, invece, è piuttosto una riflessione sulla qualità della comunicazione oggi fatta da molti discorsi che sembrano costruiti solo per iniziare, ma che poi non vanno mai a fondo. Il libro ne raccoglie una serie, di quelli già belli e confezionati, li rovescia, li accosta ad una battuta o ad un nonsense e ne rivela tutta la sua inutilità. Interi discorsi che troviamo tutti i giorni sui giornali, nei talk show televisivi, nei libri stessi. Questi discorsi ovvi, scontati estremamente semplificati e mille volte ripetuti, servono a riempire uno spaventoso vuoto di idee. Discorsi che rappresentano un rifugio sicuro dove andare a parare quando ci si confronta. Oggi che viviamo una immediatezza di informazioni, il valore del giornalismo dovrebbe essere nella qualità della scrittura e dell’ approfondimento, non solo nel riportare una notizia che già viene rimbalzata sui social in tempo reale. Ed invece il linguaggio pubblico non va quasi mai sotto la superficie.
Parole ovvie, pensieri vuoti, chiacchiericcio di fondo, per parlare in fondo di nulla. Il luogo comune diventa così un posto confortevole per navigare in superficie nel mare del sapere che non è più cultura ma uniformità rassicurante di pensiero.
La cultura, così come la creatività, nasce dal dubbio e dalla contestazione. Nasce dal bisogno di riempire spazi vuoti di ragionamento e quindi di crisi. Nel benessere tutto si appiattisce.

Diego de Silva in Superficie, giocando con i luoghi comuni, ironizza su questa moltitudine di informazioni che ci arrivano quotidianamente e che dovrebbero rappresentare ricchezza e benessere, ma che, in realtà, non servono a niente perchè non approfondiscono il ragionamento, nè creano opinioni personali.

Il libro è stato presentato da un grandissimo Maurizio de Giovanni che nell’ introdurlo gli ha dato due letture, una veloce tutta d’ un fiato, ironica e divertente, l’altra più profonda e ragionata. Ed in effetti è così. Il libro si legge d’un fiato e fa sorridere. Ma poi lo si può tenere sul comodino ed ogni giorno rileggerne un pezzetto e riflettere sul perchè quel pensiero fa parte del sentire comune, provando alla fine ad andare al di sotto di quella tanto rassicurante superficie.

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