Festival del Cinema di Venezia, ben 10 film napoletani in cartellone.

di GRAZIA TORRE.

Quest’anno alla Mostra del cinema di Venezia ben 10 titoli sono napoletani, a testimoniare la grande vitalità culturale che sta interessando Napoli.

In concorso c’è «Ammore e malavita» di Antonio e Marco Manetti: un musical-crime-noir con canzoni, colori, eccessi e ironia. Nel cast Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Carlo Buccirosso e Claudia Gerini nei panni di due improbabili coppie i cui destini si intrecciano in maniera rocambolesca.Nella selezione ufficiale, ma fuori concorso, trova posto invece «Il signor Rotpeter», il film di Antonietta De Lillo con Marina Confalone,  un feroce, malinconico atto d’accusa contro i guasti dell’omologazione. La sezione parallela di «Orizzonti» schiera, invece, l’atteso cartoon sulla «Gatta Cenerentola» realizzato dall’Oscar europeo Alessandro Rak e dalla sua squadra di giovani talenti formati nella factory Mad di Luciano Stella.

Alle Giornate degli Autori, la sezione parallela guidata da Giorgio Gosetti, c’è «L’equilibrio» di Vincenzo Marra: il film che racconta i conflitti interiori di un prete di frontiera trasferito da una piccola diocesi romana nella Terra dei fuochi con  Mimmo Borrelli e Roberto Del Gaudio, due valenti attori teatrali. Anche «Il contagio», altro film scritto con i registi Matteo Botrugno e Daniele Coluccini dall’attore Nuccio Siano e interpretato, tra gli altri, da Vincenzo Salemme, vanta un cospicuo numero di napoletani nel cast. Due film napoletani anche per la Settimana della Critica: il primo è «Il cratere», la storia di un gitano che tira a campare nelle feste di piazza e di una piccola cantante neomelodica che batte le piazze dell’hinterland. Il secondo è invece «Veleno» di Diego Olivares, interpretato da Massimiliano Gallo, Salvatore Esposito e Luisa Ranieri: nella martoriata Terra dei fuochi, una famiglia di agricoltori vive sulla propria pelle il dramma di un territorio contaminato dai rifiuti tossici interrati da criminali senza scrupoli.
Infine, per «Il cinema nel giardino», c’è «Nato a Casal di Principe» di Bruno Oliviero, tratto dal libro omonimo di Amedeo Letizia e Paola Zanuttini: la storia di due fratelli che vivono in terra di camorra sospesi tra bene e male, tra la sparizione misteriosa di un ragazzo e una presa di coscienza impregnata di dolore e di rabbia. Completano un’offerta ricchissima “MalaMènti” di Francesco Di Leva, il corto di Guido Lombardi “La recita” e i 14 minuti in realtà virtuale di “Gomorra VR – We Own the Streets”,  in gara per l’Italia nell’apposita, nuova sezione al Lazzaretto Vecchio.

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